Obesità
Risposte metaboliche e dell'oressina-A alla dieta chetogenica e al digiuno intermittente: uno studio randomizzato di 12 mesi su adulti con obesità

Uno studio randomizzato di 12 mesi ha esaminato gli effetti di tre interventi dietetici sul peso corporeo, sulla salute metabolica e sull'oressina-A, un neuropeptide coinvolto nel bilancio energetico e nella regolazione del glucosio, in adulti con obesità. Gli interventi includevano una dieta chetogenica ipocalorica (KD), un'alimentazione a tempo limitato (TRF 16:8) e ADF 5:2, una forma modificata di digiuno a giorni alterni.
Trenta partecipanti con obesità (BMI ≥30 kg/m²) sono stati assegnati in modo casuale a uno dei seguenti gruppi:
- KD: Assunzione di carboidrati molto bassa (≤50 g/giorno), progettata per indurre la chetosi nutrizionale
- TRF 16:8: Una finestra alimentare giornaliera limitata a 8 ore, senza restrizioni caloriche
- ADF 5:2: Una versione modificata del digiuno a giorni alterni, composta da due giorni non consecutivi a basso contenuto calorico alla settimana e cinque giorni di alimentazione normale
Sono state effettuate misurazioni ogni tre mesi, tra cui composizione corporea, glicemia a digiuno, profilo lipidico, infiammazione e livelli plasmatici di orexina-A. L'aderenza alla dieta è stata monitorata durante tutto il periodo di follow-up.
Risultati / Principali scoperte
Composizione corporea:
• L'IMC è diminuito maggiormente con la dieta chetogenica (−4.3 kg/m²), seguita dall'alimentazione a tempo limitato 16:8 (−3.3 kg/m²), con cambiamenti minori nell'approccio 5:2 (−0.8 kg/m²).
• La massa grassa è diminuita in tutti i gruppi, con la riduzione maggiore osservata nella dieta chetogenica (-5.8%), seguita da 16:8 (-4.6%) e 5:2 (-2.3%).
Marcatori metabolici:
• La glicemia a digiuno è diminuita in tutti i gruppi, con la riduzione maggiore nella dieta chetogenica (−21 mg/dL), seguita dall'approccio 16:8 (−15 mg/dL) e 5:2 (−6 mg/dL).
• Il colesterolo totale è diminuito significativamente nel gruppo della dieta chetogenica (-56 mg/dL), con riduzioni significative osservate anche negli altri due gruppi.
Livelli di orexina-A:
• L'oressina-A è aumentata in tutti gli interventi, con un aumento maggiore con la dieta chetogenica (+1.3 ng/mL), seguita da 16:8 (+1.0 ng/mL) e 5:2 (+0.5 ng/mL).
• Livelli più elevati di Orexina-A sono stati associati a BMI, massa grassa, glicemia a digiuno e colesterolo totale più bassi, suggerendo un collegamento tra segnalazione neuroendocrina e miglioramento metabolico.
Conclusione
La dieta chetogenica ha prodotto i miglioramenti più significativi nel peso corporeo, nella regolazione del glucosio, nel profilo lipidico e nei livelli di Orexina-A, seguita dall'approccio alimentare con restrizione oraria 16:8. Il protocollo ADF modificato 5:2 ha prodotto effetti più modesti. È importante sottolineare che l'Orexina-A è emersa come un mediatore neuroendocrino potenzialmente significativo dell'impatto della dieta sulla salute metabolica. Questi risultati suggeriscono che le strategie nutrizionali che aumentano i livelli di Orexina-A, in particolare attraverso la chetosi nutrizionale, possono migliorare la flessibilità metabolica e supportare la gestione dell'obesità a lungo termine.