Malattie endocrine, renali, sindrome metabolica
Risultati concreti della gestione della malattia renale policistica autosomica dominante utilizzando un alimento medicinale come parte di un programma di nutrizione e stile di vita per migliorare la salute renale e metabolica

La malattia renale policistica autosomica dominante (ADPKD) è una condizione genetica caratterizzata dalla progressiva formazione di cisti che spesso porta a malattia renale cronica e insufficienza renale terminale. Data la limitatezza delle opzioni farmacologiche, la ricerca emergente ha iniziato a esplorare il potenziale di interventi dietetici e di stile di vita.
Questo studio ha valutato i risultati del programma Ren-Nu™, un intervento virtuale di 12 settimane che combina educazione alimentare, supporto a distanza da parte di dietisti renali e uso quotidiano di KetoCitra®, un alimento medico che fornisce beta-idrossibutirrato (BHB), citrato e minerali essenziali. L'intervento ha enfatizzato la chetosi nutrizionale attraverso una dieta a bassissimo contenuto di carboidrati e moderato contenuto proteico, incentrata su alimenti di origine vegetale, insieme a strategie per ridurre lo stress litogeno, come la limitazione dell'assunzione di ossalati e fosfati.
Sono stati analizzati i dati di 103 adulti con ADPKD (età media: 50 anni; 69% donne) che hanno completato il programma tra il 2021 e il 2023. La maggior parte dei partecipanti presentava una malattia renale cronica (MRC) di stadio 2 o 3 e l'eGFR basale medio era di 58.4 ml/min/1.73 m². Gli esiti primari includevano la funzionalità renale (eGFR), l'indice di massa corporea (BMI), l'uso di farmaci antipertensivi, il carico sintomatico e i marcatori di sicurezza.
Risultati chiave
Funzione renale: L'eGFR è aumentato significativamente del 6.3%, passando da 58.4 a 61.6 ml/min/1.73 m².
Peso e salute metabolica:
• L'IMC è diminuito in media del 4.5%; molti partecipanti sono passati dalla categoria sovrappeso a quella di peso normale.
• I partecipanti hanno mantenuto la chetosi nutrizionale (BHB medio ~1.0 mmol/L), indicando una forte aderenza.
Uso del farmaco: Tra coloro che assumevano antipertensivi (n = 24), il 50% ne ha ridotto o interrotto l'uso durante il programma.
Riduzione dei sintomi
• Il 52% dei partecipanti con dolore renale ha segnalato un miglioramento.
• Il 22% ha riscontrato una riduzione del mal di testa o delle vertigini.
Sicurezza: Lipidi, elettroliti e bicarbonato sono rimasti stabili. Non sono stati osservati eventi avversi significativi.
Conclusione
Il programma Ren-Nu™ sembra fattibile, sicuro ed efficace per migliorare la funzionalità renale, la salute metabolica e il carico sintomatico negli adulti con ADPKD. Questi risultati promettenti supportano ulteriori studi sugli interventi mirati al metabolismo e alla litogenesi come strategia modificatrice della malattia in questa popolazione.