Cancro, Neurologia
Terapia metabolica chetogenica multimodale intensiva nel glioblastoma: uno studio clinico

Il glioblastoma (GBM), isocitrato deidrogenasi (IDH)-wildtype, è il tumore cerebrale primario più comune e aggressivo negli adulti, con una sopravvivenza globale mediana di circa 11-14 mesi nonostante la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia massimali. Poiché le cellule del GBM dipendono fortemente dal metabolismo del glucosio e della glutammina, i ricercatori hanno studiato se un programma intensivo di terapia metabolica multimodale (MTP) potesse integrare il trattamento standard riducendo l'indice glucosio-chetoni (GKI), un biomarcatore che riflette l'equilibrio tra i livelli circolanti di glucosio e chetoni.
Questo studio clinico prospettico ha arruolato 18 adulti con glioblastoma multiforme (GBM) di nuova diagnosi con genotipo IDH wild-type, sottoposti a chemioradioterapia standard e temozolomide adiuvante, insieme a un protocollo metabolico (MTP) consistente in otto digiuni liquidi di 5 giorni, programmati strategicamente, alimentazione giornaliera a tempo limitato (1-2 pasti al giorno) e una dieta chetogenica modificata. I partecipanti hanno misurato quotidianamente a casa la glicemia prima di coricarsi e i livelli di β-idrossibutirrato (BHB) per calcolare l'indice glucosio-chetoni (GKI), la principale misura di controllo metabolico dello studio. L'endpoint primario era la percentuale di pazienti che mantenevano un GKI medio giornaliero ≤6 durante la chemioradioterapia.
I risultati sono stati confrontati con quelli di 14 pazienti contemporanei che hanno ricevuto solo il trattamento standard. Quindici partecipanti hanno completato l'intervento metabolico tramite chemio-radioterapia e sono stati inclusi nelle analisi per protocollo.
Risultati/Principali conclusioni
Fattibilità e aderenza:
- L'83% (15/18) dei partecipanti ha mantenuto il GKI target (≤6) durante la chemio-radioterapia.
- Tutti i 15 partecipanti al protocollo hanno continuato il programma per tutta la durata della chemioterapia.
Chetosi nutrizionale:
- Il valore medio di GKI è diminuito da 17.9 al basale a 1.88 durante la chemio-radioterapia e a 2.53 durante la chemioterapia.
Peso corporeo:
- I partecipanti hanno registrato una perdita di peso intenzionale media del 17%, con un indice di massa corporea (BMI) medio diminuito da 27.1 a 22.6 kg/m².
Sicurezza e tollerabilità:
- Gli eventi avversi correlati alla MTP sono stati generalmente di lieve o moderata entità.
- Nessun evento avverso grave è stato attribuito al programma di terapia metabolica.
Funzione fisica e qualità della vita:
- L'attività fisica è aumentata in modo significativo.
- Sia i punteggi relativi alla qualità della vita generale che quelli specifici per le funzioni cerebrali sono migliorati in modo significativo.
- Le condizioni generali sono rimaste stabili durante tutto il trattamento.
Sopravvivenza:
- La sopravvivenza globale mediana è stata di 21.5 mesi con MTP rispetto a 14.7 mesi nei controlli contemporanei (HR 0.42; p = 0.027).
- La sopravvivenza a tre anni è stata del 27% rispetto al 7% nel gruppo di controllo.
- La sopravvivenza libera da progressione non ha mostrato differenze significative tra i gruppi.
Conclusioni
Gli autori hanno concluso che l'integrazione del digiuno prolungato, dell'alimentazione a tempo limitato e di una dieta chetogenica con il trattamento standard è fattibile e ben tollerata nei pazienti con glioblastoma IDH-wildtype di nuova diagnosi. L'intervento ha permesso di raggiungere con successo una chetosi nutrizionale sostenuta, ha migliorato l'attività fisica e la qualità della vita ed è stato associato a una maggiore sopravvivenza globale rispetto a un gruppo di controllo contemporaneo. Sono necessari studi clinici randomizzati più ampi per determinare se la terapia metabolica chetogenica intensiva offra benefici di sopravvivenza clinicamente significativi rispetto al solo trattamento standard.